Intelligenza Artificiale

Q.bo One

Ho incominciato a studiare cibernetica mentale dal 1977 con la lettura di uno dei primi testi di Silvio Ceccato: l’ABC della cibernetica, poi qualche anno dopo mi sono ritrovato a collaborare con un piccolo laboratorio di elettronica dove costruivamo, nel 1983/84 le prime micro-stampanti digitali per acquisizione di grandezze fisiche di vario genere e quasi in contemporanea gestivo due negozi di informatica… home e personal computer erano il mio pane quotidiano… il mio primo software per la gestione predittiva che teneva conto delle vendite e dei tempi di consegna del materiale del magazzino elettronico lo avevo fatto in basic (Beginners’ All-purpose Symbolic Instruction Code) con un computer AppleII. Il mio primo programma di grafica dinamica digitale con un commodore 64… con il quale facevo le proiezioni di un fantastico universo stellato pieno di galassie ecc…e di fiori colorati… a base di matematica applicata. La ideazione del mio primo gioco elettronico, una specie di pursuit (di cui ignoravo l’esistenza) per Commodore su domande culturali di vario genere lo ho realizzato nel 1985, Le mie prime applicazioni di office automation con il Macintosh SE le ho progettate per l’industria dell’occhialeria (mi hanno anche copiato le immagini e le forme degli occhiali)…, da allora sono passati molti anni ed oggi mi occupo di robotica industriale, di automazioni e per altri versi sconfino nello studio dell’intelligenza artificiale, anche con il mio piccolo Q.bo one con il quale cerco di fare dei giochini per i ragazzi con la sindrome di Asperger). Tuttora studio e mi interesso anche di altre discipline correlate, spaziando dalla matematica alla fisica teorica alla filosofia… alla storia…Con questo posso sicuramente affermare che in base a ciò che è la mia esperienza nel settore, quello che mi preoccupa di più è la potenzialità del tutto umana di rendere pericolosa ogni forma di strumento che utilizza…(ho installato dei robot su delle fabbriche di armi). La tecnologia ha sicuramente portato dei progressi, ma se non viene gestita con una consapevolezza etica ed empatica, può anche far danni, molti danni! Confido che l’intelligenza umana ne sia consapevole, confido che l’egoismo di pochi non prevalga sulla vita di molti e quindi mi sento di fare invito: voi che siete in molti e anche sicuramente più giovani di me, non smettere mai di studiare, non perdete l’entusiasmo ad IMPARARE A RAGIONARE, cosa che la scuola non sempre insegna, (ho fatto il docente alle scuole superiori per alcuni anni…) La nostra forza, quella vera, è insita nelle nostre capacità inferenziali che si basano sulla opportunità di elaborazione di un enorme big-data che si chiama VITA! Vi invito a guardare questo viedeo che ritengo molto interessante ed emblematico:

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